Quando tanti anni fa sposai Mario sapevo che avrei avuto come compagno una persona geniale che mi avrebbe sicuramente regalato una vita tutt’altro che monotona.

Da quel matrimonio in tempo di guerra, gli avvenimenti e le sorprese si sono susseguiti ad un ritmo incalzante. Per cominciare dal giorno in cui, con Franco in prossimità della nascita, decise di smettere con il cosiddetto lavoro sicuro, per partire a fare un prodotto e un’industria.

Francamente quel passo difficile, pensato con la mentalità di oggi, mi sembra ancora più audace e coraggioso.

Poi gli alti e i bassi, l’impegno continuo con i clienti, i prodotti, il mercato, la famiglia, tutto sempre attorno al fulcro IREM.

La famiglia, che man mano si ampliava, cresceva in simbiosi con la IREM; ciò che andava bene per la IREM andava anche bene per la nostra famiglia e viceversa.

È stata una vita molto interessante, per soddisfazioni, conoscenze e amicizie.

Oggi grazie agli amministratori di S.Antonino, a cui va tutta la mia gratitudine per aver voluto premiare in modo tanto rilevante mio marito Mario, mi trovo nella parte difficile di essere all’altezza di ringraziare ognuno per quanto ha fatto affinché tutto questo si realizzasse.

Lo farò con un grazie di cuore che vuole raggiungere tutti quanti hanno aiutato il buon sviluppo di questa magnifica idea che mio marito ebbe tanto tempo fa.

[Testo tratto del discorso di Bruna Bandera, moglie di Mario Celso, in occasione dell’inaugurazione della targa commemorativa dedicata a Mario Celso a Sant’Antonino di Susa nel settembre 2005]

 

 

 

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